|
PIETRO RINALDI
Di solito, lo stupore scaturisce dalla visione di fenomeni straordinari, singolari, irripetibili. Quando invece, come nel caso di questo terzo laboratorio di Scrittura Creativa, “il miracolo” diventa evento che si rinnova, esperienza attesa e guidata, se pure imprevedibile, allora-forse una qualche razionale spiegazione va pure ricercata. Ancora una volta, nei testi e nei dipinti che qui si offrono alla nostra ammirazione (qui possiamo ammirare), libero esercizio della fantasia evita il facile approdo degli stereotipi, delle espressioni consunte e banali e, attraverso la scoperta delle metafore, delle figure di stile e dei giochi di suono, conduce là dove suono e immagine si fondono ad esprimere un senso nuovo, messaggi fortemente veri e personali che danno voci a pulsioni, emozioni, pensieri. Evidentemente, è la volontaria partecipazione ai lavori dell’officina, sono le 'regole' intrinseche al laboratorio poetico che consentono ai ragazzi di uscire dai viluppi di una comunicazione consunta e ripetitiva e li accompagnano nel labirinto dei “linguaggi poetici”, dove doppi sensi, onomatopee e allitterazioni, giochi semantici liberano la grande potenza creativa del linguaggio, connotando l’intera esperienza di un forte valore pedagogico più che estetico. Ai ragazzi esprimo l’augurio di conservare il più a lungo possibile il gusto di giocare con le parole, per non cedere presto alle seduzioni omologanti dell’universo mediatico che tutto appiattisce o brucia. A Mimmo Barba vanno gli apprezzamenti più vivi per l’impegno appassionato e intelligente che sta profondendo in questa 'di-vertente' avventura, un po’ eccentrica, ma anche per questo salutare e corroborante. |