MIMMO NOTARI

(…) I quaderni della fantasia, con riferimento alla grammatica rodariana, è un libro chiaro nella sua strutturazione…un onesto strumento di lavoro…un quaderno di esercitazioni (…) L’introduzione di Mimmo Barba, chiara ed esaustiva degli intenti dell’intera esperienza didattica e formativa, ma soprattutto una lucida e spietata analisi dell’attuale situazione culturale, dell’attuale sistema della comunicazione. (…) Gli autori hanno applicato – esplicitamente e dichiaratamente – le tecniche rodariane e quelle delle prime avanguardie: surrealismo, dadaismo, futurismo ecc. Tecniche ormai storiche, ma gli esiti – grazie anche alla trasposizione teatrale – ogni testo prodotto, con un operazione di adattamento, è stato portato sulla scena – sono attualissimi. Gli autori si propongono un’opera di sfrondamento delle discipline linguistiche (…), cercano di offrire ai ragazzi una strategia dei linguaggi, che li aiuti in una vera e propria “resistenza” al sistema egemone. (…) I ragazzi scrivono per farsi ascoltare. In un mondo dove la comunicazione è gridata, la scrittura è silenziosa, sta lì rispettando i tempi e i luoghi di lettura di ciascuno. (…) Il laboratorio in cui sono nati questi testi è chiaramente anche un laboratorio di lettura, i ragazzi hanno letto prima di scrivere: Kafka (il messaggio dell’imperatore) Peter Waiss (Notte con ospiti), Palazzeschi, Rodari, l’Alfonso Gatto per ragazzi (il Sigaro di fuoco, il Vaporetto), e molti drammaturghi contemporanei. Hanno riletto quanto avevano scritto per valutarlo e poi modificarlo (eliminare, aggiungere, cambiare). (…) La lettura è stata diversa da quelle che normalmente facevamo a scuola. Diverso lo spirito: il testo era in un certo modo una scrittura di Sé. Sono emersi sentimenti di emulazione, competizione, perfezionismo, e soprattutto di autovalutazione che porta ad una migliore conoscenza di Sé, una conseguente, ci si augura, maggiora autostima. I ragazzi hanno riscritto quanto elaborato per adattarlo al nuovo linguaggio, quello del teatro: Anche questi testi, definitivamente stampati su queste pagine, saranno di nuovo letti e saranno l’innesco per nuove scritture: In un’operazione inesausta di andata e ritorno tra lettura e scrittura (…) Il libro più che una rassegna (come si fa troppo spesso) di saggi di fine laboratorio – magari di buona qualità – ha una sua valenza autonoma, è cioè un valido testo di tecniche di scrittura per la scuola primaria e per la scuola media, e soprattutto una valida riflessione sulla scrittura.

Salerno 04/12/2005